lunedì 17 febbraio 2014

E ora, caro Matteo Renzi, stupiscimi

Caro Matteo Renzi,
quello che tu hai fatto e stai facendo un tuo illustre concittadino di qualche secolo fa lo avrebbe definito così:
"Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati".
Per certi aspetti è una novità nel centrosinistra. Mentre la destra berlusconiana ci ha abituati ad andare anche ben oltre la massima machiavellica - il suo leader non si è fatto mancare e non ci ha fatto mancare proprio niente pur di conservare la poltrona -, il centrosinistra, pure nei momenti di massima rabbia e indignazione dei suoi elettori nei confronti dei leader dello schieramento, si è sempre fermato almeno un attimo prima. Pure nel 1998, quando Prodi fu sostituito da D'Alema*; per tacer di Bersani alle ultime elezioni politiche, che invece si è fermato molti attimi prima, rinunciando a far campagna elettorale pur di non assumere impegni irrealizzabili.
Quel che abbiamo capito in questi ultimi giorni è che la rottamazione, la segreteria del Partito Democratico, il bipolarismo, le polemiche sulle primarie aperte non erano "fini", come ci eravamo illusi di credere, ma soltanto "mezzi". Ebbene sì, abbiamo scollinato anche noi e ora vediamo che la coerenza non è una virtù e l'etica dei princìpi vale zero quando il PIL non cresce.
Mi può anche star bene.
A una condizione, però.
Che tu mi stupisca, caro il mio Matteo Renzi.
Stupiscimi con una squadra di governo che - al netto dei Lupi e degli Alfano e dei Quagliariello che, ahinoi, sono come certi parenti: te li ritrovi, non li scegli - sia davvero innovativa. Dimostra a me e a quei tuoi pasdaran che da ore twittano robe tipo "un quarantenne premier. è tempo per noi" che ci risparmierai ministri che si chiamano Montezemolo, Passera, Moretti, Bernabè, Bassanini, Franceschini, Nencini (e tutto quel giro di manager e politici che sono corresponsabili o comunque non estranei ai problemi attuali).
Stupiscimi con quella riforma al mese che hai dichiarato di voler fare. Perché, caro il mio Matteo Renzi, non so se ti è chiaro il passaggio. La credibilità del PD è ai minimi storici e non per qualche reato penale commesso dai suoi dirigenti o per una conclamata incapacità di governo, ma perché tutte le basi per cui era nato sette anni fa e per le quali un milione e ottocentomila italiani appena due mesi fa hanno votato segretario proprio tu, Matteo Renzi, sono state cancellate bruscamente, da una settimana all'altra e senza motivazioni logiche comprensibili ai più. Se governerai bene, se farai quella riforma al mese che hai promesso di fare (e che sia una riforma a modo, non un compromesso al ribasso pomposamente ribattezzato "riforma") il PD continuerà a essere poco credibile e, con il definitivo sdoganamento del cinismo politico anche nel campo del centrosinistra, in futuro nessuno si farà più illusioni di un epocale cambiamento della politica italiana, ma almeno l'attuale movimento sarà servito a qualcosa. Se non governerai bene, invece, dovremo prendere in seria considerazione, anche noi che non abbiamo più vent'anni, di emigrare in Finlandia. Sempre che nel frattempo non facciano un referendum elvetico anche in Finlandia.
Stupiscimi, caro il mio Matteo Renzi, perché - sparita tutta la retorica sul rinnovamento - quel che resta oggi della tua narrazione degli ultimi due anni è che tu sei un caterpillar con la velocità di una Ferrari.
Sei condannato a stupire, caro Matteo Renzi. 
Se non stupirai sarai un politico finito. Ma, quel che è peggio, con te sarà finito il centrosinistra italiano e pure la speranza di un governo decente per l'Italia: dovremo rassegnarci a Grillo e Berlusconi. 

* per una ricostruzione di quella vicenda, cfr. U. Gentiloni Silveri, Contro scettici e disfattisti. Gli anni di Ciampi 1992-2006, Bari, 2013, pagg. 108 e ss.

7 commenti:

  1. Quello che proprio non capisco è se davvero una persona come te non si rendeva conto che anche semplicemente comprendendo, ammettendo, giustificando l'isteria collettiva (in special modo internautica) di un anno fa contro le improvvisazioni e l'incapacità del "vecchio apparato" stava contribuendo a consegnare il PD a questo buffone. Voglio dire: altre possibilità non ce n'erano.

    Il Bersani che ora viene raccontato come uno non ha voluto raccontare balle agli italiani, a suo tempo era piuttosto un vecchio grigio ed indolente, che con la sua bolsa retorica da cascina aveva vanificato un vantaggio astronomico.
    Ricordo critiche per la gestione della questione PdR, quando il partito, al netto del bandwagoning (comunque di dimensioni spaventose), è una centrifuga completamente ingestibile.

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    1. atlantropa,
      non ho ben capito cosa vuoi dire.
      su bersani che non ha voluto raccontare balle agli italiani vedi il mio post del 22.02.2013 e, per un giudizio complessivo su di lui, vedi il post del 24.04.2013: non mi paiono in contraddizione né con quanto scrivo oggi, né - se ho ben inteso - con il tuo commento odierno.
      sul governo letta, leggi quanto scrivevo il 27.04.2013 e, soprattutto, il 29.04.2013.

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    2. Mi riferisco a questo.
      Nel momento in cui chiedi le dimissioni di Bersani non è automatico che ti becchi Renzi?

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    3. sì, come ho scritto un anno fa e ho confermato più volte l'unico esponente del PD in grado di far vincere il PD alle elezioni è matteo renzi.
      gli altri: tutti un gradino sotto, per un motivo o per un altro.
      confermo quanto ho scritto un anno fa: bersani ha lavorato bene fino alla vittoria alle primarie, poi non so cosa gli sia successo e dopo il 25 febbraio è andato definitivamente nel pallone. è giusto che si sia fatto da parte, perché ha fatto il suo tempo.

      tu dici: nel momento in cui bersani esce di scena è automatico che ti becchi renzi.
      beh, sì. ma non era automatico il passaggio che si sta consumando in questi giorni e che "tradisce" (metto tra virgolette perché è un'espressione che non mi piace) tutta la narrazione renziana di questi anni. francamente, mi ero fatto un altro disegno in testa. e lo dico pur non essendo un renziano...

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    4. Premessa: so che mi esprimo abbastanza rozzamente, per cui se ti chiedo qualcosa è solo perchè mi piace come ragioni, e ti ritengo uno dei più lucidi nell'osservare e "capire" la scena politica, specie a sinistra.
      So pure, perchè il tuo blog è uno dei quattro che cerco di leggere sempre, che non sei stato certo uno dei capofila della contestazione a Bersani, tantomeno un renziano della seconda ora (infatti nel mio primo intervento ho parlato di "comprensione" più che di "condivisione" dell'isteria di un anno fa, come se ad un certo punto ne avessi subito in qualche misura il contagio). Ci tengo a precisare che non ti accuso di niente.
      Però se dici "si vince solo con Renzi", stai dicendo che la cosa più importante è vincere, a qualunque costo. E siamo a Machiavelli. Se non fosse per il piccolo dettaglio che qui saremmo in una repubblica parlamentare, dove la figura del principe non dovrebbe essere più contemplata; dove cioè i partiti dovrebbero già incarnare degli ideali, o quantomeno delle visioni, delle prospettive di riferimento, dove il noi dovrebbe venire prima dell'io; ma queste cose con Renzi si perdono del tutto (si fa un passo indietro di diversi secoli, o ci si muove di qualche migliaio di km verso l'altra sponda dell'oceano, la si veda come si vuole), e doveva essere chiaro sin dall'inizio.
      Nel momento in cui il fine giustifica i mezzi, va bene tutto; non è solo che il Labour vince con le idee della Thatcher, ma che il "tradimento" stesso di qualunque idea, impegno o promessa diventa ammissibile.
      Bersani in quel frabngente è stato certamente imbranato; ed un imbranato non è la persona ideale per guidare una cosa inguidabile come il PD; Renzi certo al momento sembra avere tutt'altra presa (benchè vorrei capire se i Cuperlo ed i Fassina si stanno allineando perchè costretti a fare buon viso a cattivo gioco, o perchè sono pronti a far scattare una eventuale trappola); io però avrei preferito quella imbranataggine e presa lasca a questo leaderismo le cui conseguenze, al momento, sono imprevedibili.
      Perdona se ho detto solo cose confuse e senza senso, forse ho parlato troppo d'istinto.

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    5. atlantropa
      non hai assolutamente detto cose confuse e, anzi, ti ringrazio.
      come ho scritto, mi ero fatto un altro film in testa. in questo film c'erano cose che non mi piacevano e che mi hanno indotto a votare civati, ma in linea di massima si rimaneva nei confini entro i quali non tutti i mezzi sono giustificati per arrivare al fine.
      comunque, come ho scritto nel blog, aspettiamo per giudicare. io spero che renzi mi stupisca.

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  2. c'è quantomeno una punta di (sana) ingenuità nella speranza stessa che Renzi possa stupire/ti/ci, dal momento che, invece, oggettivamente, difettano le condizioni, i presupposti tutti (politici, economici, sociali) perché alla retorica del rinnovamento possano seguire i fatti. Ma ci dovrà pur essere un'alternativa alla Finlandia, paese freddo e non so quanto ospitale...

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